Le ragazze stanno bene

Stanotte ho aperto la finestra per farmi entrare.
L’aria profuma di campagna bagnata e stelle bruciate.
Cipressi e luci di una città non poi così lontana, nient’altro. Mi ricordo che questa è la stessa direzione nella quale guardavo quando di anni ne avevo 14 e il cuore l’avevo lasciato a Ferrara. Bamboline ubriache dell’idea d’amore.
Sembra passata una vita e invece ho giusto 4 anni di più a liberarmi.
Aneddoti che adesso mi fanno quasi ridere.
Mamma mi osserva da sempre, in silenzio. Me la ricordo, un paio di anni fa.
Riflette e mi dice: non ti bruciare.
Mi viene il dubbio, davvero non devo?
Dice che anche quando chiudevo gli occhi lei non ha mai smesso di vedermi. Dice che a volte devo fermarmi e sentirmi giusta nella pelle che abito. Nelle mie esperienze e nei miei anni. Dice che corro veloce, troppo, e che le tappe neanche le vedo. Me la ricordo con una dolce nota di preoccupazione nella voce.
Penso che avesse ragione. Ero spesso in una corsa di fuga dall’attimo presente.. ma ci stavo stretta. Correvo verso un tempo che credevo mi avrebbe dato qualcosa di più.
Mi sentivo troppo? Così oltre a chi mi stava accanto? Così fuori dal mio tempo? Così presuntuosa?
Forse.
Credo che dovrei scavare più a fondo, ma togliere la polvere da vecchie abitudini stasera non mi va: il cielo è così scuro e assorbe tutte le mie divagazioni.
Quest’anno mi sono innamorata della poesia e della retorica che ammalia.
Quella che apre alla vittoria, alla ragione, alle domande. Una poesia che come il cinema e la politica necessita di un buon interprete e una bella illusione, un bel gioco di parole, e che allo stesso tempo rappresenta tutto ciò che di diverso esista dal falso e dal posticcio.
Una poesia necessaria, complessa.
Innamorata da pazzi.

In questi giorni ho battuto e cancellato sulla tastiera troppe volte. Scritto poco e letto tanto. Il panico da pagina bianca, da silenzio. È difficile leggere di cose tanto diverse da se stessi e poi scriverne senza fatica. Mi ricordo mentre guardavo Saturno Contro e un brano di violino mi bastava per digitare parole su parole. Scrivere quel qualcosa che mi avrebbe aperto le porte a un’estate decisamente diversa dalle altre.
Adesso è più difficile incastrare tutto riuscendo ad evitare un collage di emozioni sentite con la pancia, alle 2.39 di una notte di fine settembre, affacciata a una finestra aperta.
Ma è proprio questo il bello delle stagioni della penna: un giorno sei un fiume, e l’altro non riesci neanche a pensare. È pur sempre arte volubile e potente, per la quale non esistono istruzioni né consigli. Ognuno trova la sua strada per il mare. Stanotte io devo dire grazie ad Einaudi e alle Luci di una certa Centrale.
Io non lo so se Sara pensa che io sia più bella quando sfiorisco, che io sia come i fondali oceanici che resteranno sconosciuti. Sono qui tutti i miei punti deboli? Si tratta davvero solo di affrontare quello che verrà?
Stanotte non so nient’altro, stanotte so solo che le ragazze stanno bene, e mi basta così tanto che è quasi troppo.

8 pensieri su “Le ragazze stanno bene

  1. peffolieno ha detto:

    “Sei ancora più bella la sera, quando sei stanchissima. Sei nella mia memoria interna sei l’interpretazione dei sogni che non riesco a ricordare”

    L’amore per la poesia, l’amore per la musica, sono fondamenta essenziali per affrontare il tutto. L’arte ci fa conoscere il mondo e noi stessi. Poi ci fa dare la nostra interpretazione del mondo che ci permette di amare a pieno noi stessi. E una volta che ciò accade, non c’è posto in cui potremo lasciare il nostro cuore se non nel nostro petto. E da quel momento, ogni amore e ogni follia è possibile perché non c’è più nulla da temere se non il non essere sinceri con ciò che siamo profondamente (:

    Il punto è che, datti il tempo di conoscerti a fondo, e tutti quei dubbi ‘mi sentivo troppo?’ o oltre chi ti stava accanto spariranno per sempre. Non esiste troppo o troppo poco, esiste solo quello di cui hai bisogno (:

    Buona giornata!

    Mi piace

    • cameliebianche ha detto:

      Ti ringrazio per le tue parole.
      A volte mi conosco e altre no, probabilmente ci metterò tutta la vita a capirmi a pieno, ed è una cosa che mi affascina immensamente. Certo è che, come hai detto tu, se si cerca di usare armi come arte e poesia nulla dovrebbe fare paura! Io mi sto attrezzando:)

      Buona giornata anche a te:)

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...