La paura non parte né torna con me

Allora si parte.
È così che ci si sente, quando si sa ormai per certo che i mesi che separano la quotidianità dall’inizio di scelte solo mie, saranno pochi e di passaggio.
Un’attesa fugace, mentre cerco di rubare da queste giornate i dettagli di cui vorrò ricordarmi al di là dell’oceano. Come se indossassi un grande grembiule e cercassi di rubare granelli di sabbia, riempendomi le tasche e sperando che rimangano incastrati nelle cuciture della stoffa.
Porto con me sabbia sperando che non voli via.
Allora si parte. Dopo natale.
Vado a parlare spagnolo e a ravvivare il fuoco sotto i miei sogni.
Si parte?
Ancora sette mesi.
Forse non viaggerò sola.
Ancora sette mesi e riesco già a sentire il vento che si alza. La sabbia che diminuisce, i granelli persi.
Sto riempiendo il grembiule e so per certo che non ci starà tutto.
Sono partita nel momento in cui ho visto il mio nome nella graduatoria.
Mi trasferisco nove mesi nella terra di Evita, e ancora non lo so quanto riuscirò a tenermi stretto all’areoporto.
Sono felice. Non scappo, ma cresco.
E con la sabbia che resta sotto al mio letto, costriurò una casa solida al mio ritorno.
Una casa forte e chiara, come me.
Sincera.
“Cuántas cosas perdemos por miedo a perder. ”
Dejaré el miedo afuera de mi casa de arena. De mí promesa larga nueve meses.

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