Torno presto, pagina 109

In qualche luogo, dicono gli sciocchi, c’è un Dio che si occupa dell’amore e di quanti capelli abbiamo in testa e pretende che ci si procuri un pezzo di carta prima di amare una donna.
Era questa la risposta che stava cercando Andrea.
Dondolava le gambe in modo infantile, a destra e a sinistra, con i capelli biondi raccolti male e lo sguardo perso dietro gli occhiali. Era seduta di fianco alla cattedra, su una vecchia sedia azzurra a rotelle, il lusso più estremo della scuola pubblica.
La guardavano 22 paia di occhi.
Era questo quello che voleva dire, lasciando che fossero le parole di qualcun altro a parlare per lei. Le parole di quel libro che le era piaciuto tanto. Voleva citare Barlow e poi tacere, non spiegare niente, lasciando gli stolti a bocca asciutta e accendendo i curiosi.
Un pezzo di carta prima di amare una donna e i capelli che si hanno in testa.
Che altro c’era da specificare?
Quando Andrea aveva letto quelle 2 righe il caro J.B. l’aveva stesa.
Avevano inghiottito il resto della pagina.
Poi le era venuta in mente una canzone che aveva sentito due settimane prima dividendo le cuffie con un suo amico. Cinque ragazzi cantavano ” Fatti poche domande e avrai tutte le risposte ”. E Andrea era d’accordo, solo che pensava che certe risposte sarebbero andate bene per qualsiasi tipo di domanda. Ché il punto interrogativo alla fine poi cosa contava. Risposte che non completavano la richiesta in sé ma chi l’aveva fatta.
Pensava anche che se prima o poi si fosse posta quesiti come Chi sono, Da dove vengo, Perché il mio vicino di casa usa il trapano alle sei di mattina e Cosa c’è alla fine del mondo, sapere di un Dio che si occupa di amore e di capelli sarebbe stato in qualche modo rincuorante.
Non risolveva i dubbi ma risolveva Andrea.

Ad un certo punto si era resa conto di essere rimasta intrappolata nel suo labirinto, di essersi incantata fissando il calendario e che tutti stavano guardando nella stessa direzione, cercando di cogliere il significato del suo silenzio.
La prof aspettava ancora una risposta.
La guardava un po’ stranita, quasi preoccupata.
Andrea aveva ricambiato lo sguardo, e con tutta la sincerità del mondo le aveva chiesto:
” Scusi, qual era la domanda?”

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