Diana

Ti sogno spesso e sei sempre bellissima.
Sogno giornate meravigliose nelle quali Erika, tu ed io andiamo in giro per il mondo e proviamo cose mai viste. Tu sei piena di energie, ringiovanita di vent’anni almeno, e ci guidi, ci insegni, ci incoraggi.
Hai capelli di seta e profumi di fiori.
Sei sempre molto elegante anche se non ne capisco il motivo.
Parli di quanto ci amerai infinitamente anche dopo essertene andata, e di come rimarremo per sempre unite e salve dentro il tuo abbraccio Caldo.
Puro.
Santo.
Poi, alla fine di queste giornate incredibili, ci lasci.
Senza dire niente, esci da sogno.
La realtà si insinua perfida e anche nel mondo di Orfeo qualcuno è costretto a dirmi che devo vestirmi di nero e adattare la mia vita.
Più mi allontano da casa più tutto mi parla di te.
Sento ancora il tuo abbraccio e credo nel nostro legame d’amore, ma mi manchi in modi talmente profondi e segreti che mi risultano impossibili da raccontare.
Le tue radici crescono sempre forti nel mio cuore e io ti aspetterò stesa su un prato ad occhi chiusi mentre il sole mi bacia, in silenzio davanti al mare piatto con la sabbia calda sotto i piedi, leggendo un nuovo libro, in tutto ciò che sarà scoperta e conquista. Ogni volta che la vita esploderá.
Ci sarai.

Ci incontreremo forse a metà strada

Mi ricorderò solo cose belle
Se un giorno per caso ti verrò a cercare
Se un giorno per caso sarò davanti ad una finestra
E respirerò a pieni polmoni l’aria di una casa che era nostra
Che lo è ancora
Mi ricorderò solo il buono
Non di quanto tempo non abbiamo
Non di quanto ormai sia andato
Perché ti verrò a cercare, già lo so,
E tu ancora una volta mi dirai di andare piano
Di non correre tra i ricordi
Che basta un attimo per mandare tutto in fumo
Mi ricorderò che il mondo è mio da quando sono nata, che tu n’eri già certa
e a me servirà tempo per crederti
Che la vita è piena di gradini rotti
Ma di così bello esiste solo lei
T’immagino incazzata nera
ché non eri mica pronta
e i piatti da lavare non ce li volevi lasciare
Mi ricorderò che i pomodori il sugo se lo fanno da soli, non s’aggiunge niente
Che nel budino vanno tante uova
E il ragù bolle così lento che neanche te ne accorgi
E se il potere delle parole me l’hai insegnato tu
Le mie arriveranno fino al tuo binario
Comporrò un mazzo con quelle che non riesco a dire
E te lo metterò in grembo
Peseranno meno sul mio cuore
La prima che mi prende in braccio e la prima a salutarmi
Quando ancora ho tutto da fare e da decidere
Lo sai che vorrei andar lontano
Dicevi di aspettare ancora un po’
Se a partire adesso siamo in due
Ti dico ancora
Fai la brava, vai piano, usa la testa, torna presto.
Io farò lo stesso.

I love you as certain dark things are to be loved

Tesoro mio,
Ciao.

Ti scrivo questa lettera nella speranza che ti aiuti a trovare la parte che senti mancare da te stessa.
Vorrei guardarti e far sparire tutte le paure. Essere per sempre le spalle sulle quali puoi addormentarti.
Ma stai crescendo e non sarà così. Soprattutto se l’anno prossimo sarò lontana.
Allora ti scrivo per ricordarti che non esiste altezza che tu non possa superare, aspettativa alla quale tu ti debba sentire inferiore.
Vorrei che anche quando non saremo più sotto lo stesso tetto, tu ti alzassi tutte le mattine, e guardandoti allo specchio ti dicessi quello che abbiamo concordato.
Lo so che pensi sia stupido, ma è importante.
Non esiste nessuno che possa convincerti di ciò che sei più di te stessa.
L’abbraccio che ci unisce non può essere visto ma sarà sempre forte quanto oggi.
Quanto ieri.
Il vento soffia e si resta in piedi.
Non sarà mai troppo tardi. Non sarà mai troppo difficile.
In un attimo ci ritroveremo a ballare in cucina sul tormentone del momento, a ritagliare lettere dai giornali per il murales di camera tua e a fare quei maledetti compiti di arte. Ti asciugherò i capelli e ti metterò al centro dell’attenzione, perché lo odi e perché voglio che tu sia pronta quando succederà e non ci sarò.
Voglio tu sia libera. Libera dai tuoi stessi freni.
Ti arrabbierai e mi maledirai come io farò con te.
Però ti amo così tanto.
Così puramente.
Così.

C.