Peonie bellissime dagli angoli bui della tua scatola cranica

Peonie bellissime
dagli angoli bui della tua scatola cranica
Nascono nonostante la tua visione cinica
Di un’intelligenza che pensi non t’appartenga più.
Non cogli la bellezza criptica
Del giardino di petali morbidi
Che ti fa capolino dalle orecchie
E i riccioli cadono leggeri
sui cespugli dei tuoi candidi fiori.
Hanno un profumo così intenso
E la tua pelle ne è intrisa
Permea le stanze che chiami casa
È sempre primavera nella tua scatola chiusa
Ovunque tu metta piede
Non vi è ombra
Né male
La vita ti accompagna e rinasce
Ma il tuo credo cresce e mette radici
Sfiduci le peonie che t’hanno creata
E non t’accorgi più del vento nuovo con cui rinfreschi
La noia loquace di menti assopite.
Le domande – i dubbi – i progetti
Più non ti sazi
Ti chiedi ancora quante verità non conosci
Tutto ciò che fai è temere
l’aridità del tuo giardino
Mentre il sole continua a calare
Su cervelli che non hanno fiori.

L’aria della memoria rotta

La stanza è ampia ma la sedia è vuota
ha gambe strette e chiare, fili d’erba secca, quasi fossero i sottili pioli della mia memoria
Ho cent’anni e cinque giorni
Le pareti bianche come mandorle, la finestra che si mangia il mondo
davanti alla sedia vuota nella stanza ampia.
Forse vi sedeva qualcuno anni fa, non ricordo
la mia scala si spezza e le sue ossa non ricrescono, così che io proprio non riesco a dire
chi si sedeva
sulla sedia vuota nella fresca stanza.
Mia figlia balla sulle punte consumate di quand’era bambina
il legno scricchiola nella stanza accanto ed io vorrei saper descrivere
la penombra di una sala da ballo
il legno scricchiola
e io ricordo
la sua mano sulla sbarra
come sentiva il suo corpo
ma un piolo si spezza
sono passate tante estati
e ora non c’è nessuno
seduto sulla sedia vuota di una stanza così grande.
Un giorno credo d’essermi anche innamorata
per cinque minuti
la finestra è aperta ed entra aria di mare
il dottore dice che fa bene ai reumatismi, l’odio dell’aria di mare
chissà che vorrà dire
io adesso abito qui e già non ricordo perché
mi sono seduta su questa sedia
i pioli sono rotti
e io non ricordo più.