L’aria della memoria rotta

La stanza è ampia ma la sedia è vuota
ha gambe strette e chiare, fili d’erba secca, quasi fossero i sottili pioli della mia memoria
Ho cent’anni e cinque giorni
Le pareti bianche come mandorle, la finestra che si mangia il mondo
davanti alla sedia vuota nella stanza ampia.
Forse vi sedeva qualcuno anni fa, non ricordo
la mia scala si spezza e le sue ossa non ricrescono, così che io proprio non riesco a dire
chi si sedeva
sulla sedia vuota nella fresca stanza.
Mia figlia balla sulle punte consumate di quand’era bambina
il legno scricchiola nella stanza accanto ed io vorrei saper descrivere
la penombra di una sala da ballo
il legno scricchiola
e io ricordo
la sua mano sulla sbarra
come sentiva il suo corpo
ma un piolo si spezza
sono passate tante estati
e ora non c’è nessuno
seduto sulla sedia vuota di una stanza così grande.
Un giorno credo d’essermi anche innamorata
per cinque minuti
la finestra è aperta ed entra aria di mare
il dottore dice che fa bene ai reumatismi, l’odio dell’aria di mare
chissà che vorrà dire
io adesso abito qui e già non ricordo perché
mi sono seduta su questa sedia
i pioli sono rotti
e io non ricordo più.

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