Galerie d’art nonsense

Cosa importa, Mesdames et Messieurs?
Vita, morte, esami, sentimenti, fotografie, amici, moda, benzina, letteratura, dolore, viaggi, aerei, ruoli sociali?
Cosa importa?

Dissezioniamo le emozioni e vendiamole al dettaglio, allestiamo una mostra, una piccola e pulita galerie, appendiamole al muro come ritratti di vecchia data o come paesaggi impressionisti.
Oppure sediamoci, e incappucciamole. Lasciamo che cieche si cerchino, che con dita veloci delineino un viso al di sotto della stoffa.
Stiamo a guardare labbra che mai si toccheranno sotto il bianco cotone.
Come gli amanti di Magritte.
Benvenuti nell’Atelier della mia vita, la vedrete tutta appesa alle pareti su forti chiodi. Questa è un’occasione unica perché la mostra viaggia di continuo! E non sarà mai ferma, mai vuota.
Per di qua vi sono una serie di dipinti sulla concezione d’ amore, di passione, rabbia, pazzia, nervosismo.
Olio su tela, lunghi tempi d’attesa.
Vi prego di non toccare gli ultimi lavori, sono ancora freschi.
In fondo al corridoio, una stanza circolare: il soffitto è molto alto ma attenti al gradino prima di entrare. Si possono vedere tre sculture di nudo classico, l’ultima quasi abbozzata. È quella che meno gradisco.
Oltre la stanza rotonda, un’enorme salone con ampie finestre: Il Surrealismo.
Mondi e spazi sconfinati ritratti nella tensione dell’attimo prima. Prima di cosa?!
Prima.
Come i neoclassicisti, che immortalavano il momento che precedeva o subito seguiva l’azione.
Molto surreale il fatto che sia nella sezione surrealista, no?
Sopra la realtà come questa mostra.
Se ora sentite la lingua attorcigliarsi e vi sembra che le lettere vortichino impazzite, non preoccupatevi, ci stiamo avvicinando verso la stanza dei giochi di retorica e significato. Le parole viaggiano libere sui muri e si combinano a loro piacimento, con o senza permesso dell’artista. Parole di pensieri che non si controllano sono parole libere.
Il tour è terminato.
Ma cosa importa davvero di tutto questo?
Il dettaglio.
Il dettaglio che vi è entrato sottopelle e che unicamente ricordate. Di tutte le stanze, solo lui. Quello che avete fatto vostro.
L’unico momento di tutta una vita che avete rubato.
L’avete riconosciuto? Ve ne siete resi conto?
Bene.
Prima dell’uscita c’è la cassa. I dettagli si pagano oro.
Del resto la mostra viaggia, e togliere radici costa.

Grazie della visita. Au revoir!

2 pensieri su “Galerie d’art nonsense

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